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16/12/09 Intervista su Metallized a cura di Francesco Gallina

GIULIO ROSSI - Vittime del passato
16/12/2009 (88 letture) LINK al Sito - METALLIZED
Dopo la recensione di Victims of the Past, Giulio Rossi ha risposto ad alcune nostre domande circa il presente, ma anche riguardo ad un passato romantico della scena metal nazionale. Ecco le sue parole.

Francesco: ciao Giulio, so che la prima domanda è scontatissima, ma molti dei nostri lettori non erano nati quando tu suonavi con i Synthesis ed io compravo il vostro ed altri demo su nastro. Vuoi dunque raccontare loro la tua carriera dall’inizio fino ad oggi?
GR: Ciao Francesco, intanto consentimi di ringraziarti in anticipo per quest’opportunità che mi concedi e per questa domanda. Dunque: Oggi ho 44 anni, la mia carriera inizia con gli Sharks nei primissimi anni 80, all’età di 16 anni circa. Con questa formazione composta da me Giulio Rossi, Max Evangelisti, Giuseppe Maniaci, Fabio Adami (poi nei M.A.C.E) e Giorgio Martelli, ho all’attivo un Demo, prodotto verso la fine del 1983. Il Demo suscitò discreto interesse e mi permise di entrare in contatto con nomi noti del giornalismo, divenuti poi storici nel panorama Italiano, sto parlando di Beppe Riva e Antonio Ferro. (Firme storiche del giornalismo metal italiano – NdR). Ricordo le telefonate fatte alle ore più impensate a casa di Beppe Rivaper sapere cosa ne pensasse del Demo , oppure una bellissima intervista radiofonica con il mitico Antonio Ferro mentre ero in servizio di leva a Padova, cosa dire di più? Gli Sharks ebbero però vita breve perché nel frattempo scoprimmo per mezzo di una rivista specializzata che esisteva già un gruppo a Milano con il nostro stesso nome. Così proprio mentre in casa Synthesis le cose iniziavano ad andare male per colpa della produzione di Metallo Italia, la quale allontanò Piero Iatteri (chitarrista della band) per motivi piuttosto futili, noi formammo gli Executor. E li formammo proprio con Piero Iatteri. E’ qui che in effetti inizia il mio percorso con i Synthesis, verso la fine del 1984 , mentre eravamo in studio con gli Executor per registrare Fires In The Night, si aggiunse alla Band anche Roberto Uccellini, membro Fondatore dei Synthesis, così dopo un’attenta riflessione, venne naturale continuare da dove gli altri avevano lasciato.
Dal 1985 in poi con i Synthesis ho partecipato a diverse compilation quali: Green Village, Not Just Spaghetti And Mandolini 1988, Chianciano Rock 1989 (Vincitori), Chianciano Rock 1992 (Vincitori), La Stalattite D’oro distribuita da Fonit Cetra, Heavy Rendez Vous vol 2 e vol 3 con LM Records.
Demo: Synthesis 1986, Synthesis 1988, Synthetic Sin 1992, Live 1995che riproporremo in versione CD, Incipit Vita Nova 2001.
CD Ufficiali: Synthetic History2005 Andromeda Relix, Live 2006 LM Records, A Wider Space 2008 LM Records.

Francesco: Veniamo subito a Victims of the Past. Innanzi tutto e’ un disco molto melodico, mi pare che la costante ricerca della melodia sia un po’ il tuo marchio di fabbrica.
GR: Verissimo! In effetti devo ammettere di avere una sorta di piacevole ossessione. Sono stato sempre convinto dell’importanza della melodia, forse perché la considero strettamente legata alla vena creativa.

Francesco: Prima di concordare questa intervista abbiamo avuto uno scambio di opinioni via mail e so quindi che non ti sei trovato d’accordo su alcune parti della mia analisi. Vuoi descrivere tu stesso la tua opera?
GR: Dopo aver lavorato, quindi: composto i brani insieme alla Band, arrangiato, registrato e mixato (ovviamente con gli alti e bassi del caso) A Wider Space, dal 2006 al 2008, ho sentito il bisogno di investire il tempo in qualcosa che mi riguardasse di più. Accarezzando da sempre l’idea di un percorso solista, ho voluto iniziare cercando di uscire dalla visione del proprio orticello, perché convinto che le grandi cose nella musica si fanno unendo le forze ed i talenti, e in Italia ce ne sono. Così sopraggiunta una situazione di stasi forzosa nei Synthesis, sono partito.

Francesco: In riferimento al numero dei brani presenti ti ho già chiarito che non ne facevo un discorso matematico, ma una tua frase che paragonava il tuo lavoro a quello di un pittore mi ha abbastanza colpito. Vuoi parlarne? Te lo chiedo anche perché al giorno d’oggi ci sono molti dischi che io trovo addirittura troppo lunghi, come se il passaggio dal vinile al Cd abbia obbligato ad un minutaggio minimo contrattuale, talvolta a scapito della qualità complessiva.
GR: Sì, Francesco, mi scuserai ma dopo aver letto altre due recensioni che sottolineavano il basso numero di tracce con conseguente abbassamento del voto per tale motivo, mi è venuto spontaneo immaginare cosa risponderebbe un pittore di fronte ad un’osservazione del tipo “Mi scusi, ma questo quadro è troppo piccolo!” Non credo si avrebbe risposta. Insomma come ti dicevo credo ci debba essere una licenza artistica inviolabile ed indiscutibile. Il critico d’arte parlerà del dipinto non della grandezza. Vogliamo parlare dei minutaggi? Quanti dischi si ricordano per la bellezza di due brani al massimo tre? Insomma io caro Francesco ho preferito essere sincero e mettere nel disco solo ciò che mi piaceva e che è stato frutto di sincera ispirazione. Gli altri facciano quello che credono.

Francesco: Nell’operazione Victims of the Past sei stato musicista, produttore, grafico, insomma…hai fatto tutto. A posteriori è stato un bene od un male? Non sei stato costretto ad occuparti di troppe cose invece di concentrarti solo sulla musica? E cosa faresti diversamente adesso?
GR: Hai risposto tu, purtroppo è andata così. Occuparsi di troppe cose è un’impresa ardua, ma credo di aver fatto molto per non far sentire questo peso. Di sicuro se potessi in futuro occuparmi solo della parte musicale, il risultato sarebbe assai più potente. Vedremo se sarà possibile.

Francesco: Perché la scelta di coverizzare I Surrender> dei Rainbow: Bel brano, ma forse una versione troppo “canonica”, come ho scritto in sede di recensione. Perché hai scelto proprio questo pezzo?
GR: Pur essendo d’accordo con te, credo che bisogna dare atto a chi come Roberto Casinice l’ha riproposta in tonalità originale cosa che non ha fatto più nessuno dall’uscita di Difficult To Cure. Da parte mia ti posso solo dire che misurarsi con il grande Blackmore non è cosa da poco, ne per tutti. Tanto per aggiungere qualche curiosità ti posso dire che il solo finale di due minuti circa, è completamente suonato di getto, praticamente improvvisato.

Francesco: Sul disco c’è una batteria di ospiti di tutto rispetto, me ne parli?
GR: Volentieri! Nel disco sono presenti ben 5 Vocalist: Claudio Pisoni degli Skanners, Vittorio Ballerio degli Adramelch, Massimo Evangelisti Sharks and Synthesis, Roberto Casini Synthesis, e Stefano Firmani - Glory Hunter. Per ognuno è stato scritto ed affidato il brano ad eccezione di I Surrenderdei Rainbow. Per i testi ho delegato con grande fiducia al buon Massimo Evangelisti che come avrai notato collabora con me ormai da 26 anni. Consentimi, Francesco, di sottolineare poi il grande apporto dato da coloro che hanno invece curato la base ritmica che sono: Rodolfo Ridolfi, Jerico Biagiotti, Marco Contadini, Joe Chirchirillo, Roberto Uccellini, e Cristian Susannaper tutti gli arrangiamenti orchestrali. Un grande lavoro davvero.

Francesco: Una controindicazione della presenza di così tanta gente potrebbe essere la difficoltà di esibirsi dal vivo? Come conti di risolvere la situazione?
GR: Ho già evidenziato chi mi potrà supportare in occasioni Live, ma ne parleremo ad anno nuovo.

Francesco: Ho sentito parecchi passaggi strumentali di impostazione neo-classica. Hai fatto studi in proposito? Quali influenze ti vengono dalla “musica colta”?
GR: Ho fatto studi in privato sia di classica che di armonizzazione Jazz, ma quest’ultima non la faccio sentire in fase esecutiva, mi ha però aiutato a capire che le note non sono solo sette.
Per ciò che riguarda le influenze, beh, posso dire tranquillamente grazie a tutti.

Francesco: Le piccole etichette hanno speso difficoltà distributive. Com’è la situazione di Victims of the Past in questo senso? Ed in generale, quali possibilità ha oggi un album del genere immesso in un mercato più orientato su roba maggiormente pesante?
GR: Caro Francesco, chi come me ama il Rock e lo ha dimostrato per tanti anni senza mollare mai, non si preoccupa se il disco venderà più di un disco pesante, ma di che cosa lascerà casomai.
Per quanto riguarda laLM Records, ti posso dire che è ben collegata con tutti i canali Web come I Tunes, Napster, E-Music, Amazon ecc. io quindi mi reputo già soddisfatto.
Francesco: La domanda precedente mi offre la possibilità di chiederti un paragone con i vecchi tempi. Sono cambiate innumerevoli cose, quali sono le differenze più rilevanti rispetto agli anni 80? Come è cambiato il modo di incidere, distribuire, suonare dal vivo? E quali differenze sociali rilevi tra allora ed oggi?
GR: Bella domanda! In merito al modo di incidere credo non basterebbe l’intera pagina. Sicuramente la tecnologia ha fatto fare dei passi da gigante a chi in qualche maniera ha già un Background in studi di registrazione di vecchio stampo. Bisogna sapere come funziona un compressore per sfruttarlo nel modo giusto e al meglio. Tuttavia anche chi non ha di queste basi oggi riesce a fare cose interessanti e a prodursi il proprio lavoro senza grandi esborsi economici.
In merito alla questione della musica dal vivo, beh ti posso dire che dalle nostre parti non è cambiato granché, bisogna andare in grandi città o addirittura all’estero per vedere qualcosa di più qualificante.

Francesco: Ti trovi a tuo agio con gli stili più moderni del metal? Cosa pensi della scena attuale? E’ migliorata o peggiorata rispetto al passato?
GR: Gli stili più moderni del metal sono sicuramente interessanti, non a caso ho voluto collaborare con gli amici dei Subliminal Crusher, ma ancora di più ritengo interessante il livello raggiunto da alcune Band Italiane, assolutamente valide. Rimango tuttavia dell’idea che se un produttore decidesse di assemblare un gruppo Italiano con i migliori talenti, allora non ce ne sarebbe per molti a livello mondiale.

Francesco: Quando sentiremo il seguito di Victims of the Past? Oppure hai qualcos’altro in programma?
GR: Grazie anche qui per la domanda! Ci sono due progetti in ballo: Il primo potrebbe riguardare il repertorio dei Synthesis. Con l’amico Cristian Susanna stiamo già lavorando all’arrangiamento orchestrale e chitarra dei brani più significativi ed interessanti della Band. Molto probabilmente ci saranno i due Vocalist più significativi (per tempo dedicato) della Band e cioè Roberto Casini e Max Evangelisti. Per ciò che riguarda me, posso dirti che ho già ¾ brani in lavorazione ma stavolta, mi prendo un pò più tempo per lavorare con la giusta tranquillità.

Francesco: OK, è tutto, vuoi salutare i lettori di metallized.it?
GR: Assolutamente si! Un grande saluto a tutti e mi raccomando supportate la buona musica Rock Italiana.
Giulio Rossi

www.giulio-rossi.eu