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| Giulio Rossi - Victims of the Past |
| Scritto da Gabriele Nunziante | ||||||
| Giovedì 05 Novembre 2009 09:00 | ||||||
Il risultato sono nove tracce per poco più di mezz'ora di musica, difficilmente catalogabile come un unico genere, quanto piuttosto altalenanti fra metal più heavy, altro più melodico e in alcune occasioni a tratti quasi epici, oltre a diverse tracce strumentali in cui Giulio Rossi mette in mostra la sua tecnica e composizione alla sei corde. L'introduzione all'album è affidata alla breve strumentale "Prelude", in cui le tastiere di Cristian Susanna e la chitarra di Giulio iniziano semplicemente a scaldarsi in attesa del piatto forte dell'album. Sono infatti le tre tracce successive a riservarci il vero contenuto dell'album: si parte in quarta con "The Sun also Rises", dove un Claudio Pisoni quasi irriconoscibile alla voce si lancia nella traccia più dura e veloce dell'intero album. E' un heavy tiratissimo quello che i nostri ci propongono, basato sulla base ritmica degli Srl, ovvero Jerico al basso e Rodolfo Ridolfi alla batteria, quest'ultima sparata a mille per tutto il tempo, forse un po' eccessiva visto l'intento dei nostri, ma comunque apprezzabile dopo diversi ascolti. Giulio Rossi firma l'assolo centrale e una più che buona melodia per il resto dell'album, ma per apprezzarlo dobbiamo ancora attendere il prossimo brano. Terza traccia e troviamo la title-track "Victims of the Past", brano molto più radiofonico e melodico, con forti influenze alla Rainbow, in cui ritroviamo buona parte dei Synthesis: la calda voce di Massimo Evangelisti marchia a fuoco il brano, mentre Roberto Uccellini alla batteria ci propone una solida base ritmica, che assieme a Marco Contadini (Jumping Shoes) ben sostiene il brano. Splendido intermezzo firmato da Giulio Rossi, che qui lascia a briglia sciolta la sua chitarra, con una serie di assoli per tutto il finale. Con "Streets of Pain" troviamo alla voce Vittorio Ballerio, storica voce degli Adramelch, che ancora una volta si dimostra impeccabile nelle sue interpretazioni: il brano si basa su un mid-tempo ben eseguito dal cantante e splendidamente sorretto dalle chitarre, ora arpeggiate ora più heavy, per uno dei brani più sentiti dell'album. Primo intermezzo con "Instrumental Game", dove il nostro chitarrista ben si destreggia per quattro minuti di musica quasi tutta incentrata sul suo strumento; quasi perché Giulio Rossi difficilmente si mette da solo in prima fila: alle sue spalle prendono infatti parte anche la sezione ritmica a cura di Ridolfi e Contadini, sempre ben presente e capace di dare il giusto tiro a questa traccia, dove il nostro chitarrista si dimostra preparato e con un occhio non solo alla mera tecnica strumentale, quanto anche alla melodia generale del brano. Si continua con "Wasting All", dove troviamo alla voce Stefano Firmani (ex-Glory Hunter), per una traccia abbastanza particolare, dai tratti quasi epici grazie alle melodie intessute dalle chitarre e dai vari effetti e cori utilizzati nel brano: sicuramente un brano fra i più interessanti di questo disco. Nuova strumentale con "Beyond the Horizon" che riprende le melodie di "Prelude" senza però apportare niente di fondamentale all'album, mentre come traccia successiva troviamo "I Surrender", ottima cover dei Rainbow dove troviamo Roberto Casini (ex-Synthesis) a tener testa a Joe Lynn Turner, in una riproposta molto fedele all'originale. Chiusura con "Goodnight Destiny", altro brano strumentale con tastiere di Cristian Susanna sullo sfondo e chitarra di Giulio Rossi a dettare un brano calmo e pacato, quasi da colonna sonora, ottima chiusura per questo album.
'Victims of the Past' è un album sicuramente ben suonato e arrangiato, sebbene i dubbi riguardo questa uscita ci siano. In particolare è la presenza di pochi brani, che fanno scendere la durata dell'album ad appena 33 minuti, a destare un po' di delusione per questa release: si sarebbero sicuramente potuti inserire almeno un paio di brani in più, visto anche le ottime tracce proposte e i tanti personaggi che hanno prestato la loro opera. Sono in particolare i brani cantati a farsi apprezzare di più, mentre delle quattro tracce strumentali, solamente "Instrumental Game" ha un buon appeal, le altre tre si rivelano semplici intermezzi che difficilmente ci troveremo ad ascoltare singolarmente e fuori dal contesto dell'album. Peccato per questa opportunità non del tutto sfruttata: 'Victims of the Past' è un album che farà contenti gli appassionati e cultori del genere, ma che avrà poco da dire a chi cerca un album capace di coinvolgere dall'inizio alla fine e diretto verso un solo genere. Voto: 7,4/10
Tracklist:
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